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Prospettiva di un'unica medicina

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PREMESSA

E' usanza chiedere <<..."come stai?"..>> e spesso rispondere <<"bene!">> ignorando magari un male subdolo in azione silenziosa pronto a presentare un conto finale salatissimo, a volte non recuperabile.
Lo stato di salute rappresenta la condizione in cui ,più o meno appropriatamente, si crede di versare in un dato momento della propria esistenza.

Per questa ragione è genericamente ,e lacunosamente,definibile:

  • salubrità ovvero benessere

  • malattia ovvero compromissione

  • guarigione ovvero eradicazione della malattia
  • parziale  guarigione ovvero migliorata condizione con postumi più o meno invalidanti

rispondendo tale semplicistica semplificazione all'effimera esigenza di una rassicurante certezza.
Ciò che determina e condiziona lo stato di salute può essere sintetizzato dal seguente elenco di fattori :

  • costituzione individuale
  • agenti patogeni
  • habitat
  • alimentazione
  • attività fisica e stile di vita 
  • stato psichico ( leggere " L'essenza dell'umore")

Se a queste fondamenta della scienza medica viene aggregato il sapere terapeutico finora acquisito si ottiene UNAMEDICINA che rappresenta la sintesi di tutte queste tematiche.
In questo documento vengono esposte origini storia ed evoluzione della sola componente terapeutica farmaco-chirurgica di UNAMEDICINA dato che gli altri caposaldi precedentemente citati necessitano,considerata la loro complessità,di specifico individuale approfondimento .

Origine delle fonti terapeutiche

Sono essenzialmente due i presupposti principali:

1. Le opportunità offerte dal contesto ambientale quale sorgente di principi attivi utilizzabili

La reperibilità o meno di sostanze medicinali in ciascuna regione del pianeta è condizionata dalle sue relative risorse,siano esse di origine vegetale minerale o animale, condizionando in tal senso la sfida del sapere.
Solo il progressivo sviluppo del commercio ha consentito la diffusione di materie prime altrimenti ristrette a specifiche aree geografiche allargando così l’utenza di consumo e di ricerca scientifica.
Negli ultimi decenni si è per esempio vorticosamente esteso l’interesse per estratti erbari e animali impiegati nei secoli dai nativi amazzonici e dagli amerindi per diverse versatili applicazioni ora in fase di approfondimento e studio.

2. Le inclinazioni ideologico – filosofiche sviluppatesi nel territorio

Ogni indagine conoscitiva, in qualsiasi epoca e parte del mondo, si è avvalsa di criteri di approfondimento e valutazione riconducibili a tre momenti essenziali della riflessione umana:

  • la conoscenza acquisita dal puro ragionamento (razionalismo - meccanicismo)
  • la conoscenza acquisita dall’esperienza (empirismo)
  • la conoscenza acquisita dall’introspezione intimistica individuale (plurime varianti dello spiritualismo)

La fusione più o meno incisiva di ciascuno di questi tre indirizzi ha prodotto la gran parte delle scuole di pensiero contraddistinte dall’influenza piu’ o meno incidente e significativa di questa o quella componente.

L’arte del curare trova il motore del suo sviluppo nella variegata combinazione dei due caposaldi testè descritti,le opportunità offerte dal contesto ambientale quale fonte di principi attivi utilizzabili e di principi attivi utilizzabili, così da determinare ,nelle varie aree geografiche, orientamenti terapeutici eterogenei.

L’ Europa e le sue derivazioni coloniali (nord america e oceania in primis) sono stati i più autorevoli assertori dell’ impostazione razionale - meccanicistica, dando forma ad una cultura scientifica rivolta allo studio dei nessi causali e delle origini della materia.

In Oriente il peculiare humus culturale intimistico – spiritualista di ultrasecolare tradizione ha fortemente influenzato anche l’impostazione delle dottrine mediche improntando lo studio fenomenologico verso una semeiotica ispirata all'impostazione bioenergetica e l'impronta olistica.
L’agopuntura e l' ayurveda rappresentano in tal senso le tecniche applicative più emblematiche ed interessanti registrando una mondiale diffusione che sancisce la loro personale affermazione.

Infine i nativi del continente americano e africano, pur con le dovute differenze geografico-culturali e in una distinta cornice di ritualità, avevano evoluto l’impiego di rimedi naturali, vegetali animali minerali, in forme semplici e rudimentali ma tramandate e consolidate empiricamente in antichissime pratiche tribali.

Queste conoscenze preservano una loro dignità e valore pur nell’assenza di un proprio corredo documentale “scritto“, confermato dal crescente interesse della comunità scientifica e farmaceutica internazionale verso questi secolari rimedi.

I recenti rapidi ed enormi progressi tecnologici hanno promosso l’ ultraspecializzazione delle applicazioni sanitarie determinando però di fatto un multiforme arcipelago di competenze collegate,il più delle volte, da una reciproca azione sussidiaria più che da un’ effettiva sinergia , e questa è una fondamentale differenza sostanziale.
In sostanza ciò che spesso manca è l'analisi globale complessiva del problema frutto di una collaborazione interagente e non di singole appartate valutazioni seppur qualificate nel loro giudizio specialistico.
Questa breve sintesi definisce il perimetro su cui spesso si articola il lavoro medico alimentando così due fondamentali quesiti.

  • ha senso l’azione divisa e/o contrapposta?
  • esiste un denominatore comune tra quelle pratiche effettivamente capaci di validi risultati anche se diversamente conseguite ed elaborate?

Essendo unico l'oggetto di studio - i l corpo umano   - unitaria ed armonica deve essere la strategia per mantenere o curare lo stato di salute mediante un pianificato e composito gruppo di sinergici strumenti operativi .
Il fulcro del problema è l'individuazione dello stato funzionale del soggetto, a quale stadio di deterioramento è arrivato, quali interventi sono più adatti in quel preciso momento.
All'interno di una progressiva scala dell'alterazione organica si può contemplare due poli di intervento terapeutico:

uno "stimolatore -funzionale"  se l'organismo è reattivo allo stimolo curativo

l'altro "sintomatico-surrogatorio"  se l'organismo è incapace di alcuna risposta

Una corretta diagnosi deve individuare lo stadio in cui si trova il soggetto e solo conseguentemente formulare una correlata terapia finalizzata al recupero delle funzioni danneggiate o bloccate, alla soppressione ed eliminazione diretta dell'evento patogeno o contemporaneamente entrambi le procedure variamente modulate.
Nel complessivo scenario delle terapie sono quindi distinguibili quelle a prevalente impronta funzionale, vedi nutrizionale, omeopatia-omotossicologia, agopuntura, ayurveda, da quelle propriamente compensative o di supplenza includendo tra queste la farmacologia "cosidetta tradizionale",le chirurgie variamente impiegate (rigenerativa, ricostruttiva, riparativa, demolitiva), i dispositivi tecnico-ausiliari o protesici.
Compito del medico è definire l'intervento più opportuno in quella specifica momentanea condizione identificando di volta in volta un percorso personalizzato di intervento privilegiandolo rispetto impersonali protocolli generalisti.
Esempio eclatante di quest'ultimo "costume terapeutico" è dato dall'approccio al 99% delle patologie infettive indistintamente trattate, dal neonato al soggetto in avanzata senilità, dell'impiego di schemi curativi pressochè identici composti da antibiotico-cortisone-antiinfiammatorio variamente rappresentati.

La discriminante fondamentale dell'efficacia terapeutica è decretata dalla sua reale capacità di determinare un tangibile beneficio con effetti collaterali assenti o comunque assolutamente tollerabili.
Purtroppo tuttora domina una cultura settorializzata in compartimenti stagni, non osmotici tra loro che nella migliore delle ipotesi si sopportano accettandosi con diffidenza e senza incontrare alcuna integrazione; nella peggiore regrediscono a fondamentalismi di trincea rivolti a salvaguardare settari standard acquisiti e/o posizioni di privilegio piuttosto che obbiettivi di conoscenza condivisa e collaborante.

UNAMEDICINA è una condotta operativa che propone l' unificazione e integrazione di tutte le discipline mediche consapevole dei limiti e delle difficoltà proprie di questa materia ma nel contempo determinata ad avvalersi di ogni mezzo che abbia dimostrato reale beneficio.
Purtroppo per noi la biologia è l'antitesi della semplificazione,che è e rimane un'esigenza tipicamente umana ,e questa caratteristica nostro malgrado dobbiamo accettare e confrontarci.

ROBERTO RUSSO

 

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Versione aggiornata del 2016

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